Dr. Ruggero Trevisan Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Dr. Ruggero TrevisanMedico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia

Autopalpazione del seno

Il tumore del seno rappresenta per frequenza il primo tumore nella donna.

 Si valuta che circa una donna su otto svilupperà un tumore mammario nel corso della propria vita.

 La scienza ha messo a disposizione della medicina diagnostica strumenti sempre più sofisticati ,ma l’autopalpazione rimane il metodo più immediato pratico e ripetibile per rendersi conto da sole della salute del proprio seno.

 

Come si fa l’autopalpazione.

 

Prima cosa da fare è osservare l’aspetto del proprio seno.

Ci si colloca in piedi davanti allo specchio e si alzano dapprima le braccia in alto e poi si poggiano le mani sui fianchi: si devono esaminare simmetria, forma, dimensioni ed eventuali rigonfiamenti o avvallamenti , che possono indicare  la presenza di possibili noduli.

 È bene esaminarsi anche di profilo per poter notare delle modificazioni che altrimenti non sarebbero visibili da davanti.

Ogni seno va controllato poi con la mano opposta,quindi il seno destro con la mano sinistra e viceversa.

 La mano deve essere disposta a piatto con le dita diritte e unite. Si comincia  ad esercitare una pressione uniforme su tutta la mammella in modo delicato ma deciso andando dall’esterno verso il centro.

 

Meglio  eseguire l’autopalpazione dopo la fine del ciclo perché nel periodo antecedente a questo il seno è congestionato e inturgidito, in  mani poco esperte può sembrare  ricco  di noduli, che in realtà non sono pericolosi per la salute.

 Si deve fare attenzione, invece, ai noduli isolati, di forma compatta, di consistenza lignea e a tutte quelle zone che sembrano “scavate”. Seguire dei movimenti precisi: formare  dei cerchi concentrici partendo dall’esterno sino al capezzolo,.

Con il pollice e l’indice della mano stringere il capezzolo esercitando una pressione moderata: ciò serve a verificare eventuali secrezioni di siero o di sangue della ghiandola mammaria, che in condizioni normali non dovrebbero verificarsi.

 

Qualora ci fossero dei sanguinamenti è bene consultare il medico di fiducia . Infine, il capezzolo non deve risultare deviato o retratto, troppo sporgente o cambiare di dimensioni.

La prevenzione si basa sia sul controllare l’aspetto del proprio seno e notare i suoi cambiamenti, sia gli esami medici ai quali ogni donna dovrebbe sottoporsi. 

 Sono facili da tenere a mente:

  • visita medica annuale.
  • Una mammografia ai 40 anni, in seguito una ogni due anni.
  •  Dopo i 50 anni è bene sottoporsi a visita e mammografia una volta all’anno.

attenzione al fattore ereditarietà: soprattutto  se in famiglia ci sono stati casi di tumore al seno è bene tenere sotto controllo la situazione con regolarità e costanza perché questo elemento facilita la comparsa di un tumore nei familiari.

 Se il cancro al seno viene diagnosticato allo stadio iniziale, la possibilità di guarire sono molto elevate: come sempre, la prevenzione è fondamentale.

Importanza dell’autoesame.

 

I medici consigliano di auto esaminarsi il seno una volta ogni tre mesi  o se  le mammelle subiscono dei cambiamenti a livello di tessuti, capezzoli e aspetto della pelle.

L’autopalpazione va eseguita alla fine del ciclo mestruale, quando cioè i tessuti sono meno tesi, per evitare di sentire fastidio.

 È bene monitorare la salute del proprio seno a qualsiasi età,  perché è il tumore femminile più diffuso.

Purtroppo anche la percentuale delle donne alla soglia dei trent’anni che manifesta un carcinoma mammario è in crescita.

 Fortunatamente  però la maggior parte dei noduli diagnosticati in  questa fascia d’età risultano essere benigni (cisti, fibroadenomi).

L’autopalpazione è importante per imparare a conoscere il proprio seno .

Allarmarsi perché si è convinte di “aver sentito qualcosa” è controproducente , ecco perché imparare le tecniche dell’autopalpazione risulta essere fondamentale.

Se però sentite un nodulo avvertite  il Vostro Medico ,che eseguirà una visita senologica e valuterà l’opportunità di eseguire esami strumentali.

Dr. Ruggero Trevisan
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