Dr. Ruggero Trevisan Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Dr. Ruggero TrevisanMedico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia

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Osteoporosi

 

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea, cioè della quantità, e da un’alterazione della sua architettura, cioè della qualità, con conseguente maggior fragilità dell’osso ed esposizione  al rischio di fratture.

 

 Le regioni più frequentemente coinvolte sono l’anca, il rachide toracico e lombare, il polso e la spalla.

 Molto spesso questo impoverimento progressivo dell’osso si verifica senza sintomi, così che la malattia, se non ricercata attraverso esami specifici, viene frequentemente diagnosticata in occasione di una frattura, che può derivare anche da un trauma di lieve entità.

 

L’incidenza dell’osteoporosi e le fratture correlate aumentano con l’aumentare dell’età  fino a colpire una donna su tre e un uomo su cinque nell’arco della vita.

L’osteoporosi può essere prevenuta, diagnosticata (prima delle complicanze) e trattata per ridurre il rischio di incorrere in una frattura.

L’osteoporosi post-menopausale è legata al calo degli estrogeni che si verifica appunto in menopausa e colpisce dal 5 al 29% delle donne in questo periodo della vita, interessando soprattutto le vertebre.

 

 

 

 

I principali fattori di rischio per l'osteoporosi sono:

  • età
  • familiarità (frattura dell’anca nei genitori)
  • presenza di frattura vertebrale o di osteopenia evidenziate alla radiografia
  • uso protratto (per più di tre mesi) di terapie corticosteroidee o impiego di farmaci in grado di contribuire alla perdita della massa ossea
  • abuso di bevande alcoliche
  • fumo di sigaretta
  • artrite reumatoide
  • patologie endocrine (morbo di Cushing, ipertiroidismo non controllato, iperparatiroidismo primitivo, ipogonadismo, menopausa precoce, diabete mellito), da alcune patologie dell’apparato gastro-intestinale (celiachia, malattie infiammatorie intestinali, interventi di chirurgia dell’obesità, malassorbimeto)
  • magrezza eccessiva
  • immobilità protratta.

Una frattura da osteoporosi a sua volta rappresenta un importante fattore di rischio per una seconda frattura: 1 donna su 4 di quelle che presentano una frattura vertebrale presenterà una nuova frattura nell’arco di un anno; 1 paziente su 3 con frattura dell’anca, presenterà una nuova frattura dell’anca entro 3 anni e 1 su 2 si fratturerà di nuovo nell’arco di 5 anni.

Una frattura da osteoporosi è anche un importante fattore di rischio di mortalità: si stima che il 28% delle donne e il 37% degli uomini ricoverati per frattura da osteoporosi muoiano entro un anno dalla frattura.


La diagnosi di osteoporosi si avvale di diversi strumenti:

  • ricerca di eventuali fattori di rischio
  • valutazione di possibili cause di osteoporosi secondaria (ad esempio cause endocrine)
  • MOC (mineralometria ossea computerizzata)

 

Questo test confronta la "densità" delle ossa del paziente con quelle di un adulto medio. Il risultato di questo rapporto è il cosiddetto T-score, espresso in deviazioni standard (DS), che descrive la densità delle ossa del paziente a livello della colonna e dell’anca e di come questa si allontana da quella considerata normale in un giovane adulto.


Un T-score inferiore a 2,5 DS (-2,5) è indicativo di osteoporosi, mentre un risultato compreso tra -1 e -2,5 DS è indicativo di osteopenia.

 

Il test è normale se non si discosta di oltre una deviazione standard (-1) dai valori considerati normali in un giovane adulto.
Questo esame andrebbe effettuato in tutte le donne oltre i 65 anni.

Nelle donne tra i 50 e i 69 anni va effettuato a seconda del profilo di rischio della paziente

 

Un trattamento anti-osteoporosi va instaurato:

  • in chi abbia presentato una frattura dell’anca o vertebrale
  • in presenza di T-score ≤ 2,5 a livello del collo femorale o delle vertebre lombari

nelle donne in post-menopausa .

 

Il trattamento viene effettuato in genere per 3-5 anni consecutivi.

Sarà in seguito il medico, sulla base delle caratteristiche individuali del paziente, a decidere se protrarlo ulteriormente.

Costruire delle ossa sane e robuste durante gli anni dell’adolescenza e proseguire per tutta la vita tenendo sotto controllo i fattori di rischio e adottando tutte le misure che favoriscano la salute dell’osso protegge dall’osteoporosi.


L’impoverimento dell’osso comincia intorno ai trent’anni, ma nelle donne subisce un’accelerazione dopo la menopausa.

 

Una serie di misure generali aiutano a contrastare l’osteoporosi:

  • seguire una dieta ricca di frutta e verdura, che preveda anche un adeguato apporto di calcio, attraverso l’assunzione di latte, yogurt, formaggi, alimenti arricchiti di calcio, acque minerali ricche di calcio
  • limitare l’assunzione di sale
  • adeguata assunzione di vitamina D (800-1000 UI/die) e ricorrere se necessario a supplementi vitaminici al di sopra dei 50 anni o in presenza di carenza di vitamina D
  • esporsi ogni giorno al sole (per almeno 10 minuti)
  • fare attività fisica regolare per rinforzare i muscoli, migliorare l’agilità, la postura e l’equilibrio
  • smettere di fumare
  • moderare l’assunzione di bevande alcoliche
  • sottoporsi agli esami clinici e radiografici quando indicato

Prevenzione delle fratture

Questa forma di prevenzione passa soprattutto attraverso la prevenzione delle cadute che espongono al rischio di fratture. Nelle persone anziane anche i difetti della vista e le turbe dell’equilibrio possono contribuire alle cadute. Anche l’uso di sedativi e tranquillanti può facilitare le cadute.
Si consiglia quindi:

  • impiego di bastoni o di deambulatori
  • uso di scarpe dalla suola di gomma
  • evitare di tenere tappeti in casa
  • realizzare una buona illuminazione in casa
  • predisporre punti di appoggio in casa, in particolare in bagno.

 

 

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