Dr. Ruggero Trevisan Medico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Dr. Ruggero TrevisanMedico Chirurgo Specialista in Ostetricia e Ginecologia

Analgesia in travaglio

Cos’è?

 E’ la riduzione o la totale abolizione del dolore che, naturalmente, si presenta durante il travaglio di parto, mediante l’utilizzo di farmaci analgesici e anestetici, iniettati vicino all’emergenza delle radici nervose interessate.

Quali vantaggi?

 L’analgesia peridurale permette la scomparsa, o la sensibile riduzione, del dolore durante il travaglio, mantenendo, però, inalterata la sensibilità cutanea, la motilità e la sensazione di contrazione e di spinta. La madre è cosciente e rilassata, può camminare e collaborare con l’Osterica, partorendo attivamente ed in modo naturale.

Quali svantaggi?

E’ necessario eseguire l’analgesia in ambiente ospedalizzato per poter disporre di una via venosa per l’infusione di liquidi o farmaci ed eseguire il monitoraggio della mamma e del feto. Potrebbe rendersi necessaria l’infusione di farmaci che stimolano e coordinano la contrattilità uterina. Si potrebbe prolungare la seconda fase del travaglio ma senza ripercussioni sulla madre e sul feto.

Come si fa?

Un cateterino epidurale, cioè un tubicino molto sottile, viene posizionato sterilmente attraverso un ago particolare, nello spazio epidurale a livello lombare, dopo anestesia locale, e fissato alla cute con una medicazione adesiva. Il posizionamento dell’ago e del catetere epidurale è poco doloroso e solitamente di rapida e sicura realizzazione con la collaborazione della partoriente.

Attraverso questo, il medico anestesista inietta l’anestetico locale in dosi personalizzate secondo i diversi momenti del travaglio. Dopo una dose iniziale di anestetico, a bassa concentrazione, associata ad un oppiaceo, si ha la remissione, in circa 15 min, del dolore legato alle contrazioni dell’utero.

Le contrazioni uterine vengono percepite come un irrigidimento dell’addome.

Alla ripresa del dolore, le successive somministrazioni epidurali sono effettuate dall’anestesista, su richiesta della paziente,o tramite una apposita pompa o con boli intermittenti personalizzati in base alle fasi del travaglio, con un intervallo di tempo variabile fra 90 e 120 minuti. L'analgesia è comunque ininterrotta dal momento in cui la si inizia il periodo espulsivo..

L'analgesia epidurale permette di muoversi liberamente durante il travaglio, sedere in poltrona o accovacciarsi ed assumere la posizione desiderata .

La personalizzazione della dose di anestetico nel periodo espulsivo, limita il rischio di parto strumentale rispettando il naturale riflesso di spinta della donna.

Lpuntura accidentale della dura madre è la complicanza più comune; nella nostra esperienza, compare raramente, in meno dello 0.5% dei casi. Si manifesta con una forte cefalea che si risolve in pochi giorni con la terapia appropriata.

La tecnica di analgesia epidurale è illustrata dal medico anestesista durante la visita anestesiologica che viene eseguita a questo scopo dopo la 36 settimana di gravidanza.

Verrà sempre richiesto e fatto firmare alla partoriente il consenso informato.

QUANDO NON SI FA

Ci sono dei casi, fortunatamente molto rari, in cui non potrete ricevere l'analgesia:

Per la tempistica del vostro travaglio:

Se l'anestesista è chiamato contemporaneamente a occuparsi di più pazienti egli deve dare la priorità alle situazioni più critiche .In questi casi la vostra analgesia potrà essere differita o non iniziata.

Non potrete fare l'analgesia se arrivaste in sala parto con un travaglio così avanzato da pensare che la nascita del vostro bambino sia imminente. In questo caso l'inizio dell'analgesia coinciderebbe con la venuta alla luce del neonato e quindi l'analgesia sarebbe tardiva e inutile.

Per controindicazioni ostetriche:

Quando il ginecologo ritiene l'analgesia controindicata al buon andamento del vostro travaglio, essa non sarà iniziata o, in casi estremi, potrà essere interrotta.

La  priorità è il benessere del vostro bambino

Per controindicazioni anestesiologiche:

alterazioni della coagulazione (motivo per il quale sono richiesti alcuni gli esami del sangue)

alcune sindromi settiche con febbre

alcune gravi patologie neurologiche

presenza di patologie cutanee o tatuaggi nella zona di cute dove dovrebbe essere posizionato il catetere

Per una sfavorevole conformazione della vostra schiena

che potrebbe creare difficoltà al posizionamento dell'ago e del catetere impedendo l'esecuzione dell'analgesia.

Tutte queste situazioni sono sicuramente eccezionali, ma sappiate che potrebbe realizzarsi, quindi non considerate l'analgesia una certezza, ma una ottima opportunità.

 

E’ IMPORTANTE SAPERE CHE:

L'analgesia epidurale è perfettamente compatibile con la raccolta per la conservazione/donazione delle cellule staminali.

Tutte le donne che hanno ricevuto un'analgesia epidurale possono iniziare ad allattare subito dopo la nascita del bambino.

COME SI PRENOTA LA VISITA ANESTESIOLOGICA ?

L’anestesista organizzerà per la coppia  degli incontri informativi che si terranno presso la sala riunioni al paino -1 dell’Ospedale.

Per le date e gli orari di tali incontri telefonate  alle ostetriche 0424/888508.

Per prenotare la visita anestesiologica telefonate al CUP al numero verde 8000.38990.

Le visite si effettueranno al 4 piano, con la richiesta dello specialista ginecologo  in carta semplice ed i seguenti esami:

Emocromo

Coagulazione

ECG (in caso di cardiopatia).

 

 

FAQ.

Quali le domande più frequenti?

E’ pericoloso?

No, salvo eventi eccezionali, non è pericolosa né per la madre né per il bambino. Al contrario contribuisce al benessere fetale durante il parto.

Fa male la puntura?

No, l’ago è introdotto dopo aver effettuato una piccola anestesia sulla cute, perciò si può avvertire solo una sensazione di pressione o delle lievi scosse.

Avrò la sensazione di non partecipare a ciò che mi sta succedendo?

No, la perdita della sensibilità dolorosa non esclude la percezione delle contrazioni e della spinta e la motilità della forza espulsiva. Anzi l’assenza del dolore permetterà una partecipazione e collaborazione più serena da parte della futura mamma.

E se cambio idea?

In qualunque momento la Donna è libera di ritirare il proprio consenso, anche nel caso fosse già stato inserito l’ago con il tubicino. In tal caso basta sospendere la somministrazione dei farmaci.

 

 

 

 Dovrò stare per forza a letto durante il travaglio?

 No, la Donna è libera di scegliere come stare durante il travaglio. Una volta rimosso l’ago e fissato il tubicino alla cute con una medicazione sterile, la Donna è in grado di passeggiare e di assumere le posizioni che riterrà più confortevoli. 

 

 

Avrò vicino l’Ostetrica ?

Si.L’analgesia verrà eseguita direttamente nella sala travaglio, adiacente alla sala parto, con tutta l’equipe ginecologico-ostetrica a disposizione della partoriente. L’anestesista che esegue l’analgesia è sempre reperibile e prontamente disponibile.

Dr. Ruggero Trevisan
Via Trieste, 14 
36061 Bassano del Grappa

Tel. 0424/512206

 

Cell. 334/951.25.52

E-mail:

studiomedico.drtrevisan

@gmail.com

 

pelena10@yahoo.it Dr.ssa Elena Bisinella Ostetrica

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Chi siamo

Il Dr. Ruggero Trevisan,

Medico chirurgo

Specialista in Ostetricia e Ginecologia. 

 

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